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martedì, 17 febbraio 2004, ore 21:18

Su 21

Tottus a Casteddu!!!!

nuraddhesu
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lunedì, 16 febbraio 2004, ore 21:31

IL MIO CUORE E' PIENO DI CRUCCI, QUANDO IO GUARDO ME STESSO E QUANDO VEDO IL MIO POPOLO, NELLA SUA ATTUALE SITUAZIONE. UNA VOLTA UN POPOLO UNITO E PIENO DI POTENZA, ORA DISPERSO E DEBOLE. LA SITUAZIONE DELLA MIA GENTE MI RIEMPE DI ANGOSCIA.(Giacca Rossa)


DARE LA DIGNITA' ALL'UOMO E' ALL'ORIGINE DI TUTTE LE COSE.(Proverbio nativo)

nuraddhesu
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lunedì, 16 febbraio 2004, ore 21:17

lamento.....aspettando la luna piena
nuraddhesu
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lunedì, 16 febbraio 2004, ore 21:13

nuraddhesu
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domenica, 15 febbraio 2004, ore 20:34

Benvenuto al nuovo BLOG!!!

"    sagentiarrubia.splinder.it    "

Bonafortunamigos

nuraddhesu
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domenica, 15 febbraio 2004, ore 20:32

Quanto e' difficile dichiararsi di sinistra!!

Una «vita da mediano»?

Una vita da faticatore del centro campo, che macina chilometri su chilometri, senza particolari virtù tecniche, ma poi alla fine «vince i mondiali»? Oddio, che il professor Romano Prodi, attuale Commissario della Ue, già -presidente dell'Iri e del Consiglio, abbia davvero un profilo così "oscuro", è assai discutibile. Tuttavia, la scelta della canzone di Ligabue - operata dai sapienti registi della Convention ulivista - non va intesa nel suo senso letterale: è uno tanti modi attraverso i quali il listone riformista punta a far passare il suo messaggio centrale, il ritorno alla normalità. Il "riformismo", antropologico prima che politico, è anche questo: uscire dall'Italia disastrata da Berlusconi e dal berlusconismo, liberarla da un'anomalia di cui è parte integrante, del resto, anche il noto euroscetticismo delle destre, recuperare quel "Paese normale" (già immaginato alcuni anni fa) che da tre anni, per mille ragioni, non ne può. Vincere, insomma, grazie anche alla «forza tranquilla» di un'alleanza larga, formata dal meglio della classe politica (gli ex-comunisti e gli ex-democristiani) e dal meglio, o quasi, della "società civile".

Chi meglio di Romano prodi poteva incarnare questa prospettiva? Ieri, il professore è apparso, se così si può dire, più che mai se stesso - più che mai prodiano. Prima di tutto nei toni: piani, familiari, scevri da tentazioni di "politichese", ritmati ogni tanto da crude stilettate inferte (senza mai nominarlo) al Cavaliere. Ma anche nella politica prospettata: al centro della quale ci sono il "sogno" dell'Europa (un'Europa non tappetino degli Usa, gelosa del suo modello sociale, sostanzialmente pacifica), il mercato temperato dal Governo, un po' più di investimenti nella ricerca e nell'istruzione e, non ultimo, il recupero di una serietà della politica e della correttezza istituzionale. Temi e centralità non lontanissime, a ben guardare, dal programma del '96, poi realizzato solo in piccola parte. Già, ma fu o non fu un momento vincente? Oggi, se mai, la lista unitaria - che Prodi ha proposto e fortemente voluto - rende ancora più forte la leadership del Professore: che non è più un "ostaggio" dei singoli partiti, che può giocare fino in fondo la carta del "Partito riformista", anche se D'Alema si dichiara "non appassionato" del medesimo.


Di più. Nel suo andamento concreto, la Convention ha dimostrato che il "partito prodiano", nel giro di questi otto anni, ha fatto notevoli passi in avanti. Non è, nient'affatto, la semplice riedizione della sinistra dc: uno come Walter Veltroni, in fondo, ne fa parte a pieno titolo, come ne fanno parte, certo, Dario Franceschini (l'unico intervento esplicito, salvo errori, contro un voto ambiguo sulla guerra) e Rosy Bindi, che dichiara con fierezza «di non voler morire socialista». Ma prodiani, ancora, sono quei girotondini che si sono riconosciuti nell'alveo neoriformista, a dispetto della loro massiccia provenienza di sinistra, così come quella schiera di intellettuali che si sono, talora con una virata un po' improvvisa, imbarcati nell'impresa. Che cosa li attrae, infine, del partito prodiano? Che è un partito diverso dai partiti - leggero, a-ideologico, plurale, "normale". Che è diretto da un leader che è percepito (sia pure non fondatamente) come un non politico di professione, ma di riconosciuto respiro internazionale. Che offre, almeno in potenza, uno spazio a tutti, o a molti. Che è un ragionevole cocktail di istanze realiste e, appunto, di sogni. Insomma, è qualche cosa che prima non c'era, anche se gli ingredienti che lo compongono prima c'erano tutti.

Questa verità politica di fondo non è contraddittoria con il fatto che, ieri, gli interventi di maggior successo sono stati quelli di Massimo D'Alema e Giuliano Amato. I due maggiori professionisti della politica - tra i presenti al Palaeur - hanno non per caso avvertito la necessità di offrire alla platea il loro volto relativamente "socialdemocratico" - che è poi l'unica carta forte di cui dispongono per equilibrare i successi del prodismo. Così il presidente della Quercia si è perfino autocriticato per aver subìto «l'egemonia neoliberista» e ha comunque messo in guardia i presenti dall'illusione che si possa ripetere, nudo e crudo, il copione del '96. Quanto ad Amato, sembrava di sentire, a tratti, un vecchio manifesto laburista, quello in cui lo Stato promette di occuparsi del cittadino "dalla culla alla tomba". Perchè questo repentino ritorno alle radici? Ma perchè, appunto, il vecchio e classico riformismo europeo è l'unica carta che oggi può limitare lo strapotere del prodismo. In un'assemblea pronta a scaldarsi - come in tutte le assemblee - per tutte le cose di sinistra che fanno capolino da ogni discorso, ma dove la sinistra, se c'era, non si è proprio sentita. Forse, perchè non era più quella la «casa sua».

Rina Gagliardi


nuraddhesu
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sabato, 14 febbraio 2004, ore 22:58

A 16 anni pensavo che la festa

di S. Valentino, fosse tra le piu' stupide e

consumistiche di questa societa' capitalista......

.... adesso lo penso moltiplicato 1000! 

L'amore lo devi coltivare giorno per giorno,

 e non servono, diamanti o fiori per  dirle

 " Ti amo "

 

nuraddhesu
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giovedì, 12 febbraio 2004, ore 22:33

Anche i sogni....muoiono prima...

e,  domani,  sara' comunque un altro giorno

per continuare a stupirci ..

...notte...Moon.

nuraddhesu
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giovedì, 12 febbraio 2004, ore 21:56

Il paradiso e' sula TERRA..

diffidate dalle imitazioni

nuraddhesu
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giovedì, 12 febbraio 2004, ore 19:56

Omaggio a voi Amara e Bardaneri...

la Sardegna e' vostra  difendetela con orgoglio..come sempre!

nuraddhesu
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mercoledì, 11 febbraio 2004, ore 00:17

Notte....Moon!

nuraddhesu
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domenica, 08 febbraio 2004, ore 20:58

Occorre esserci !!!!!

NO BASIS!

NO SCÒRIAS!

Il 30-9-2003 il ministro della Difesa Martino ha autorizzato la trasformazione del punto di

approdo militare Usa per sottomarini a propulsione e armamento NUCLEARE nell'arcipelago

de La Maddalena in una base vera e propria permanente, con costruzioni in cemento, in riva

al mare, alti anche 11 metri, facendo passare il tutto per "adeguamento".

Ciò significa aumentare le già numerose ed odiose servitù militari nella nostra Isola (Capo

Teulada, Decimomannu, Capo Frasca, Quirra, Sella del Diavolo, etc), e insieme significa

anche maggiori rischi per noi sardi: da anni le denunce di aumento abnorme di patologie

tumorali e malformazioni neonatali, dovute alla RADIOATTIVITÀ della zona, sono state

ignorate completamente dallo Stato Italiano.

Da quando i militari Usa sono a La Maddalena, cioè dal 1972 in base a accordi segreti che il

parlamento italiano non ha mai votato, la presenza statunitense è cresciuta: sono aumentati

personale ed armamenti. Ed ora si vuole trasformare il punto di approdo in una VERA E

PROPRIA BASE NUCLEARE, fuori dalla sovranità italiana, controllata direttamente dal

Pentagono. Durante le ultime GUERRE U.S.A. la base di La Maddalena ha assunto un ruolo

fondamentale.

Mentre il ministro Martino, sindaci, giunta regionale e i militari stanno facendo di tutto per

rassicurarci e prometterci controlli "seri" (che saranno svolti da militari e ministeri, nel doppio

ruolo di controllori e controllati), l'unico rapporto svolto da un ente indipendente, quello

condotto dalla Criirad subito dopo l'incidente al sommergibile statunitense Hartford (25-10-

2003 – sfiorato l'incidente nucleare, i fatti tenuti segreti per circa un mese, e venuti alla luce

solo per caso) ha rivelato che la presenza di TORIO 234, un elemento radioattivo derivato

dall'uranio, nelle acque de La Maddalena è 400 VOLTE SUPERIORE ALLA NORMA !

Il 24 febbraio Regione e Stato si incontreranno per siglare l'accordo che trasforma il punto di

approdo in una VERA E PROPRIA BASE NUCLEARE nell'arcipelago de La Maddalena.

TOCAT A DUSUS FIRMAI !

FERMIAMOLI ORA PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI !

SABATO 21 FEBBRAIO

CAGLIARI

h 15 P.zza MATTEOTTI – partenza del CORTEO

MANIFESTAZIONE CONTRO

LA BASE MILITARE DI LA MADDALENA

h 19 P.zza GARIBALDI - musica teatro video CONTRO LA BASE E LA GUERRA

per informazioni più dettagliate visitare il sito www.sardegna.indymedia.it

nuraddhesu
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