sabato, 12 aprile 2003, ore
00:58
Menchu accusa Bush di genocidio
L'Ezln: giornata mondiale di mobilitazione per il 1°maggio
CHIAPAS
Messico e pace. 77 comandanti dell'Ezln esprimono la loro solidarietà ai militanti che lottano per la pace e invitano alla mobilitazione
Ma. Ga.
George W. Bush deve essere denunciato davanti a un tribunale internazionale e davanti alle Nazioni unite per genocidio e illegalità internazionale. A chiederlo è il premio Nobel della pace 1992, la guatemalteca Rigoberta Menchu. L'accusa al presidente statunitense è stata formulata a Città del Messico ed è stata motivata dal Nobel con il seguente capo di accusa: un'aggressione immotivata contro migliaia di civili iracheni, di cui è stata provocata la morte. Inoltre, Rigoberta Menchu ribadisce che «con questa guerra, il presidente Bush si è posto al di fuori della legalità internazionale.
Di un certo rilievo è la posizione presa dall'Ezln che - con un documento pubblicato sul giornale messicano La Jornada - condanna senza mezzi termini l'invasione dell'Iraq da parte degli Stati uniti. In particolare, va sottolinetao che il documento è firmato da tutti i 77 comandanti dell'Ezln ed ora sarà diffuso tra le duemila e più comunità zapatiste di tutto il Messico. Questo documento segue di pochissimi giorni un altro importante articolo scritto dal subcomandante Marcos, dal titolo «Otra géografia» - che sarà anche l'editoriale del prossimo numero della rivista Rebeldîa - nel quale il capo militare zapatista denuncia sia il carattere neoliberista di questa guerra di aggressione contro Baghdad, sia la nuova divisione del mondo fatta da Bush e Blair sull'ipotesi non più di un nord e di un sud del mondo,ma di potenti e poveri.
Il documento dei comandanti si richiama oltrettutto alla dichiarazione rilasciata da un gruppo di personalità di varie nazionalità, conosciuta, più nota come «Trabajamos por la paz y la justicia». In questa dichiarazione si cerca di delineare il «carattere negativo della globalizzazione» e si propone «una più ampia discussione dal basso e non della classe politica, sugli effetti distruttivi di questa situazione».
L'Esercito zapatista, raramente nel corso di questi anni aveva avuto posizioni così pubbliche ed esplicite sulla situazione internazionale. Questa volta sente il dovere di farlo e di prendere una posizione forte. Soprattutto, per sottolineare la partecipazione con la quale migliaia e migliaia di cittadini, per lo più giovani, in tutto il mondo sono scesi in piazza per protestare contro questa guerra brutale. L'Ezln richiama, a sua volta, tutti i comitati di solidarietà zapatista sparsi in America Latina, in Europa ed in altre parti del mondo a farsi promotori di una discussione sul tema della guerra e del neoliberismo. Inoltre, invia una speciale petizione al popolo statunitense e a quello britannico, agli artisti, agli intellettuali di queste due nazioni affinché si facciano carico di distinguersi dalla «pazzia assassina dei loro rispettivi governi».
Infine un appello - che comunque è stato fatto prima che si consumasse la fine del regime di Saddam Hussein, con l'occupazione militare della capitale irachena da parte delle forze angloamericane - nel quale si invita tutti quanti a partecipare a una giornata di mobilitazione, il Primo maggio, contro la politica neoliberista e la guerra. L'Ezln riconosce che l'unica possibilità rimane quella di contrapporre un «movimento mondiale ad un conflitto che è mondiale».
nuraddhesu
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